La “stampa libera” da 30 giorni resta in assoluto silenzio

Il francese Vincent Reynouard (foto), quarantunenne e residente in Belgio, è uno storico e militante revisionista, vale a dire un ricercatore e scrittore che contesta pubblicamente, con documenti ed analisi scientifici in appoggio, la versione ufficiale della Seconda Guerra Mondiale. Secondo questa versione, le forze del Bene hanno – son già 65 anni – trionfato sul Male in Europa, preservando così la civiltà cristiana dalla barbarie “nazista”. Per lui, cattolico tradizionalista, è piuttosto l’inverso ad essere vero: egli considera la decadenza mortale che vive l’Europa dei nostri giorni come la conseguenza ineluttabile della sconfitta della Germania nel 1945, e poi della propaganda di guerra menzognera ed, in effetti, fantasiosa contro di essa.

Sotto gli occhi degli Europei sopravvissuti all’ultima guerra, questa propaganda si è cristallizzata per imporsi come Storia e come ideologia dei “diritti dell’uomo”, a beneficio delle forze vittoriose ma irrimediabilmente distruttive che regnano senza riserve. Malgrado ciò, Vincent Reynouard, come ogni revisionista in una dozzina di paesi d’Europa, non ha davvero il diritto di dire ciò che pensa, quel che egli afferma di aver stabilito per mezzo di solide prove, poiché non soltanto la versione imposta è ufficiale, ma è anche formalmente esclusiva: i dissidenti che non vogliono accettarla vengono repressi dalla legge senza che gli si accordi mai il minimo dibattito. Fin dagli anni 1970, gli storici revisionisti hanno un bel reclamare un dibattito pubblico nell’Europa “libera e democratica”, essi sono classificati senz’appello come delinquenti, apologeti del crimine ecc., per aver mostrato che la storia dello sterminio degli ebrei da parte della Germania nazionalsocialista, in special modo nelle “camere a gas”, è un mito.

In Belgio Vincent Reynouard è vittima della repressione allo stato puro, poiché dopo essere stato effettivamente condannato alla residenza coatta in casa, con l’obbligo di portare un braccialetto elettronico di controllo, per le sue attività di pubblicazione (è responsabile del periodico Sans Concession), si trova attualmente in prigione: il Belgio lo detiene in attesa dell’estradizione verso la Francia. Quest’ultima, di cui Reynouard è cittadino, aveva lanciato un mandato d’arresto europeo contro di lui in virtù della sua condanna nel novembre 2007 a Saverne (Alsazia) per aver scritto una brochure di 16 pagine – ma non per averla diffusa! – contestando “L’Olocausto” (Consultabile a http://balder.org/judea/pdf/Vincent-Reynouard-Holocauste-Ce-Que-Lon-Vous-Cache.pdf).

Il Professor Robert Faurisson ha recentemente concluso un breve articolo a questo riguardo con le seguenti tre frasi:

“L’arresto ha avuto luogo il 9 luglio. Da quella data e fino ad oggi (25 luglio), a meno d’un errore da parte mia, nessun organo della grande stampa o dei media, nessuna agenzia di stampa, in Francia o all’estero, ha proferito verbo sulla vicenda. Chi mi può spiegare questo plumbeo e persistente silenzio sull’incarcerazione, per le sue idee, d’un padre d’otto figli?”.

Guillaume Fabien (Source : Rinascita).

Publicités

Laisser un commentaire

Entrez vos coordonnées ci-dessous ou cliquez sur une icône pour vous connecter:

Logo WordPress.com

Vous commentez à l'aide de votre compte WordPress.com. Déconnexion / Changer )

Image Twitter

Vous commentez à l'aide de votre compte Twitter. Déconnexion / Changer )

Photo Facebook

Vous commentez à l'aide de votre compte Facebook. Déconnexion / Changer )

Photo Google+

Vous commentez à l'aide de votre compte Google+. Déconnexion / Changer )

Connexion à %s